†Crash Bandicoot Italia†

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Recensione gioco
view post Posted on 26/1/2009, 20:35Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 26/10/2009, 14:40


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La vicenda che fa da contorno a Crash Nitro Kart non può certo definirsi originale e nemmeno accattivante, limitandosi ad un semplice pretesto per le gare: comunque ve ne offriamo un piccolo sunto, in modo da farvi capire a cosa ci stiamo riferendo. Nell'universo non siamo soli e Crash e compagnia lo scopriranno a loro spese, se così si può dire; un alieno annoiato dal suo sonnacchioso pianeta ha difatti ritenuto che le lotte fra il peramele e il suo nemico Dr. Neo Cortex fossero abbastanza interessanti per destarsi dal torpore. Una persona civile avrebbe invitato i contendenti con una missiva ufficiale, assicurandosi che gli ospiti potessero viaggiare placidamente e comodamente, ma non è questo il nostro caso. Il maleodorante extraterrestre (non abbiamo prove concrete, ma le sue fattezze non appaiono inclini alla pulizia personale) ha preferito fare le cose di fretta, rapendo i concorrenti e rubando, visto che c'era, anche un pezzo del pianeta Terra, giusto per metterlo accanto al ricordo della visita su Saturno svolta in tenera età. Per concludere, giusto per dimostrare di essere un tiranno poco originale, ha posto una condizione sulla competizione in corso: Crash Bandicoot e compagnia dovranno gareggiare per la loro stessa vita, in modo da conquistare il diritto a ritornare sulla Terra sconfiggendo tutti i fidati campioni alieni. Come già sottolineato in precedenza la trama è tutt'altro che originale, visto che si ispira palesemente al film Space Jam, pellicola che presentava un contesto simile, ma rapportato al gioco del basket.

MOTORI IN PISTA
Crash Nitro Kart presenta diverse modalità, sia per un giocatore singolo sia per il multiplayer, fruibile fino a quattro giocatori grazie al supporto per il MultiTap. Il giocatore solitario può trovare la giusta sfida nella modalità Storia, che si rivela del tutto similare a quella presente in Crash Team Racing, episodio precedente su PlayStation che a sua volta mutuava la struttura (copiava, per dirla senza peli sulla lingua) da Diddy Kong Racing, ottimo clone di Mario Kart ad opera di Rare e disponibile su Nintendo 64. Le altre modalità disponibili sono decisamente canoniche, non spingendosi oltre la classica sfida contro il tempo alla ricerca del miglior giro lanciato o la gara singola, giusto per citare due opzioni onnipresenti nei titoli del genere.
All'inizio della modalità Storia, il giocatore è chiamato a una scelta, ovvero da che parte schierarsi secondo la sua indole, preferendo il lato buono rappresentato da Crash Bandicoot e dai suoi amici, o spostando la propria attenzione verso il lato oscuro, rappresentato in questo caso dal Dr. Neo Cortex e dai suoi maldestri scagnozzi. Questa scelta non ha alcuna ripercussione sull'avventura, dal momento che sia i buoni che i cattivi affronteranno gli stessi percorsi e le stesse prove: una differenziazione in questo senso avrebbe certamente aiutato la longevità, che comunque è già di buon livello. Nella modalità Storia il giocatore può tranquillamente girare a piacimento per i mondi disponibili, affrontando le gare a propria discrezione, sempre nel caso che soddisfi le condizioni prefissate. Facciamo un esempio: per accedere ad alcune gare è necessario avere il numero di coppe richiesto, altrimenti non si può partecipare in nessun modo alla tenzone. Alla fine del girone di tre gare, il giocatore dovrà sfidare il campione del livello, in una gara uno contro uno su una delle piste già affrontate in precedenza; solo al termine di questa trafila si può accedere al mondo successivo. Il fascino iniziale offerto dalla possibilità di girare a vuoto per le ambientazioni è destinato a naufragare dopo poche sessioni di gioco, dal momento che si tratta di un elemento semplicemente accessorio e per nulla premiato con bonus o similia. Gara dopo gara il giocatore può ascoltare però i consigli di una loquace maschera, sempre pronta a dare una mano con giuste osservazioni, ma la sua parlantina e la sua presenza è così frequente che tale feticcio pare soffrire di logorrea, piuttosto che sembrare un aiuto totalmente disinteressato.
Sotto il profilo dello stile di guida, Crash Nitro Kart si dimostra di buon livello, non limitandosi ad offrire una semplice occasione di guida, ma presentando un gameplay abbastanza curato e gratificante. Il trucco per divertirsi è quello di sfruttare la propulsione ausiliaria, che può essere raggiunta in diversi modi, cioè o compiendo dei balzi spropositati o lanciandosi in prodi derapate; durante queste "scivolate sull'asfalto", definiamole così, si può notare la presenza di un indicatore che va riempiendosi piano piano. Il giocatore può fruire di questa spinta propulsiva per tre volte di seguito, per poi attendere la sua ricarica, che avviene dopo i salti o continuando a guidare. Il design dei tracciati, a nostro avviso non molto ispirato e poco coinvolgente, è tutto ricreato intorno a questo stile di guida, permettendo delle gare in totale accelerazione, adoperandosi con il giusto metodo. Un altro elemento presente nel gameplay è quello dei bonus, che appaiono però assai influenti e poco utili al fine della gara, come la possibilità di fruire di tecniche da svolgere con i propri compagni di gare, che si limitano più che altro ad un continuo generatore d'aiuti per nulla utile.
Concludiamo questa carrellata sulle modalità di gioco disponibili citando la possibilità di svolgere una singola gara, un intero campionato o una sfida nelle arene, tutte e tre disponibili e relegate per l'ambito multiplayer.

UNA CILINDRATA UN PO' BASSINA
Il vero e proprio "tallone d'Achille" di questa produzione (e principale difetto che ne pregiudica la qualità complessiva) è la velocità di gioco, veramente ridotta ai minimi termini, quasi pachidermica e alla lunga persino soporifera. In un gioco di guida, sia esso serio o faceto, la velocità di gioco costituisce un elemento fondamentale sia per la sfida che per il divertimento, mentre la sua mancanza pregiudica ampiamente la riuscita di un prodotto del genere. La scarsa velocità del motore grafico di Crash Nitro Kart si ripercuote ampiamente sul gameplay e sulla giocabilità, visto e considerato che alla lievissima andatura con la quale si muove l'azione ogni pista appare troppo prevedibile e ogni curva può essere affrontata con largo anticipo. In questo modo (e per questa scelta di dubbio gusto) anche la buona profondità di gioco offerta dalla spinta propulsiva naufraga malamente, rivelandosi una cosa troppo semplice e scontata, assimilabile tranquillamente in pochissime sessioni di gioco. L'aspetto tecnico certamente non brilla nemmeno per il resto, limitandosi ad un lavoro troppo modesto: in questo contesto, poi, la velocità di gioco appare incomprensibile, visto e considerato che il motore grafico non è certamente chiamato a sforzi erculei. I personaggi inoltre, a nostro modesto parere, non sono simpatici, risultando quasi insopportabili e non basta certamente un'aura da cartone animato per caratterizzare dei figuranti quasi irritanti nelle loro fattezze. I fondali appaiono troppo esili e le ambientazioni tristemente abusate, mai in grado di colpire positivamente il giocatore.
Il sonoro anch'esso non c'è parso nulla di eccezionale, limitandosi a qualche vocina stridula per i personaggi e a qualche effetto sonoro, mentre i temi musicali sono stantii e prevedibili, dando l'impressione di un comparto sviluppato velocemente e senza la giusta cura.

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